“Mi ricordo la chiamata di Carlos Tavares all’inizio di gennaio, quando mi disse: ehi Jean-Philippe, dopo cinque anni in Peugeot perché non un’esperienza italiana? Io dissi immediatamente detto sì, ovviamente, perché su queste cose non si scherza e non si esita molto. Due minuti per dire sì, tre giorni per lasciare le chiavi della Peugeot a Linda Jackson, che conosco da anni, e poi il volo Parigi-Milano, per dare un messaggio: l’Alfa Romeo si gestisce in Italia, non da Parigi”. Con queste parole Jean-Philippe Imparato ha raccontato, nel corso di una tavola rotonda con la stampa italiana, il suo arrivo all’Alfa Romeo all’inizio di quest’anno. Il nuovo amministratore delegato del Biscione ha ricordato come appena giunto in Italia abbia subito voluto visitare il Museo di Arese e gli stabilimenti di Cassino e Pomigliano, così da avere fin da subito il polso della situazione sul passato, il presente e il futuro del marchio Alfa Romeo. “Quando sei alla Peugeot, che incassa miliardi di euro all’anno, non vai all’Alfa Romeo per motivi di carriera. Lo fai personalmente, per motivi di passione”.

Tonale, in concessionaria a giugno 2022. Dopo questa breve introduzione, Imparato ha iniziato a rispondere ad alcune domande, a partire da quelle sulle tempistiche di lancio della Suv Tonale. “La Tonale è la prima macchina elettrificata di Alfa Romeo, quindi dobbiamo fare un lavoro di altissimo livello. Con Stellantis abbiamo il vantaggio di fornire alla Tonale alcuni update a livello tecnologico, quindi ho deciso che dovevamo aggiornare subito la Phev”. Il numero uno di Arese ha dunque confermato di aver richiesto delle modifiche ai powertrain della Suv per incrementarne le performance: la Tonale sarà infatti disponibile già dal debutto anche in versione ibrida plug-in. La produzione sarà avviata a Pomigliano nel mese di marzo del 2022, mentre il lancio commerciale è fissato per la prima settimana di giugno 2022, subito dopo la festa della Repubblica. “Ieri – ha proseguito Imparato – sono stato a Pomigliano, perché tutti i mesi faccio una revisione completa del progetto: progressi, planning, qualità. Siamo sulla strada giusta, tutta la parte industriale è a posto, le forniture sono a posto e tutti i mesi faremo il punto della situazione con la squadra di Pomigliano per preparare il lancio”.

Tutte le nuove Alfa saranno elettrificate, anche la B-Suv. Rispondendo a una domanda di Quattroruote sulla B-Suv in arrivo, Imparato ha confermato i piani già indicati da Stellantis: “Confermo che stiamo lavorando sulla nuova piattaforma Small e confermo che c’è un’Alfa Romeo prevista a Tychy: ogni nuovo modello sarà elettrificato e full-electric, a partire dalla Tonale nel 2022”.

Senza elettrico sei morto. “Quando vedi che l’Europa ti impone un -60% di CO2 nel 2030 se non sei elettrificato sei morto”: Imparato ha messo subito in chiaro che il futuro del Biscione passerà anche dall’elettrico. Il gruppo Stellantis sta lavorando su varie piattaforme elettrificate: i futuri modelli Alfa Romeo saranno “ovviamente elettrificati, al 100%”. “Stiamo lavorando sulla piattaforma Large di Stellantis e non utilizzeremo più la Giorgio: dobbiamo approfittare dei volumi per prendere tutte le opportunità possibili e portare in Alfa Romeo una gamma Ev, ma sempre con il tocco dell’Alfa Romeo”. A caratterizzare le elettriche del Biscione saranno alcuni dettagli distintivi, a partire dal sound, dalle sensazioni e dall’handling, così da mantenere intatto il Dna del marchio. “Sono tutti i mesi a Cassino – ha proseguito Imparato – perché le Alfa Romeo si fanno a Cassino e su questo non si scherza”. L’Alfa Romeo, dunque, si svilupperà a partire dall’Italia: “Ho visto un livello di tecnologia enorme dentro Cassino e Pomigliano, nel senso che il contenuto tecnologico degli impianti che ho visitato negli ultimi tre mesi secondo me è un benchmark mondiale”. Su domanda diretta di Quattroruote, Jean-Philippe Imparato anche ha sottolineato come ci sia un obiettivo sui volumi di produzione, ma come non sia un punto fondamentale per il marchio. Per quanto riguarda il mix dei canali di vendita, invece, l’obiettivo sarà quello di raggiungere al massimo il 10% dei volumi con le flotte: “Per fare questo dobbiamo lavorare sul total cost of ownership, sul valore residuo e sulle emissioni di CO2. Questa è la strada che intendiamo percorrere e attorno a questo stiamo sistemando il nostro piano prodotti”.

“Non si deve cambiare strategia tutti i giorni”. Imparato ha poi raccontato cosa ha apprezzato fin da subito dell’Alfa e cosa intende cambiare: “La cosa che mi ha colpito quando sono arrivato all’Alfa Romeo è il livello di awareness mondiale: potenzialmente è il global premium brand di Stellantis, è un marchio conosciuto in Europa, nel Nord America e anche in Cina. La cosa che secondo me deve essere sistemata è che non si deve cambiare strategia tutti i giorni: abbiamo bisogno di stabilità. Quello che stiamo facendo è mettere in pista un piano su dieci anni, con i (progetti dei) primi cinque anni programmati, pianificati, validati e finanziati. Una volta fatto questo non cambiamo”. Secondo la visione di Imparato il marchio Alfa Romeo avrà dunque bisogno di tre pilastri fondamentali: stabilità, piano prodotti e supporto tecnologico da parte di Stellantis. “Dopo la Tonale faremo una presentazione progressiva, annuale, del piano prodotti, inclusa l’elettrificazione completa della gamma, ma non voglio presentare ora un piano di cinque anni perché non voglio fare promesse che potrebbero non essere mantenute. Alla fine dell’anno ci vedremo per presentare quello che arriverà dopo la Tonale”.

Ritornano le compatte. Parlando del “cluster premium”, Imparato ha sottolineato come stia lavorando insieme a Béatrice Foucher di DS e Luca Napolitano di Lancia per valutare tutte le tecnologie Stellantis che potranno essere utilizzate per far crescere i marchi premium del gruppo. “Tutte le settimane facciamo una riunione sulla base del piano prodotti che abbiamo definito e vediamo quali powertrain e innovazioni Stellantis possiamo utilizzare per alimentare la crescita dei marchi. La decisione fondamentale di Carlos (Tavares) è quella di lavorare e far convivere 14 marchi diversi”. L’Alfa Romeo dovrà avere dei risultati finanziari che consentiranno di proteggere il marchio: “Sto organizzando Alfa Romeo per raggiungere delle performance economiche che dobbiamo avere per essere in grado di preparare i prossimi 20 anni. Per avere una performance economica durevole devi entrare sui segmenti dove puoi fare il livello giusto di volumi e il livello giusto di ricavi”. Ciò significa che prossimamente l’Alfa Romeo potrebbe tornare in segmenti di mercato in cui è assente da anni, proponendo modelli compatti pensati per generare elevati volumi di vendita.

La linea Quadrifoglio. Passando alle sportive, Jean-Philippe Imparato ha svelato che nel piano prodotti attualmente in fase di studio c’è un’intera linea di versioni Quadrifoglio. “Verranno valutate delle proposte e non tradiremo lo spirito del Quadrifoglio: se riterremo che su un’auto non si potrà fare una versione sportiva allora non la faremo, non è un problema”. Il manager ha già iniziato anche a pensare come potrebbe essere una futura sportiva Alfa Romeo elettrica: “Vedo americani, cinesi, tedeschi… il futuro sono due tonnellate di batteria e 1.500 CV? Non lo so. Il futuro Alfa Romeo è un futuro di elettrico con auto di sei metri? Non lo so. Quello che so è che sono nato in una Giulia 1.300, che mio papà aveva un’Alfetta e che la prima auto di mia moglie è stata un’Alfasud, quindi c’è anche da considerare che la nostra ‘tribù’ ha bisogno di avere accesso a delle macchine che ti danno delle sensazioni a un budget umano, oltre a dei modelli top con performance estreme”.

Stati Uniti e Cina. “Alfa Romeo rimane in America”: le idee del numero uno di Arese sulla permanenza del Biscione oltreoceano sono molto chiare. Servirà migliorare il business model americano per raggiungere ricavi in grado di supportare la presenza sul mercato: “Il costo per entrare in questo Paese è enorme e quando hai la fortuna di esserci già con i tuoi prodotti non ne esci”. Diverso è invece l’atteggiamento verso la Cina, mercato verso il quale Imparato si è definito molto prudente: “I cinesi vogliono Alfa Romeo, le auto che vendiamo in Cina sono di altissimo livello. Il potenziale è enorme, ma prima di sfruttarlo c’è bisogno di solidità in Europa e negli Usa”.